Lasciai il locandiere, mi sembra, e mi incamminai fra la folla di contadini che si urtavano a vicenda e fra i venditori ambulanti; ma non vedevo nessuno. Avvertivo invece, sotto i piedi, i sentieri della necropoli cosparsi di ossa e vedevo attraverso le volute della nebbia salita dal fiume la snella sagoma di Vodalus nell’atto di consegnare la pistola alla sua amante e di sfoderare la spada. La stravaganza di quel gesto mi colpì nel ricordo (è molto triste essere diventato uomo). L’individuo che in cento manifesti clandestini aveva dichiarato di combattere in nome delle antiche consuetudini e della grande civiltà del passato che ormai Urth ha perduto, aveva rinunciato all’arma più caratteristica di quella civiltà.

Se i miei ricordi del passato restano immutati, forse è solo perché tale passato esiste solo nella mia memoria. Vodalus, che come me desiderava farlo risorgere, continuava a essere una creatura del presente. Il fatto che possiamo essere solo quello che siamo resta il nostro imperdonabile peccato.

Sicuramente, se io fossi stato uno di voi, uno di quelli che dimenticano, quel mattino lo avrei respinto, mentre mi facevo largo fra la gente a gomitate, e in tal modo avrei sfuggito questa morte in vita che mi perseguita mentre scrivo. O magari ci sarei riuscito solo in parte. Quasi sicuramente non ce l’avrei fatta per niente. E comunque le emozioni suscitate da quel ricordo erano troppo intense. Ero prigioniero dell’ammirazione che avevo provato una volta, come una mosca rinchiusa nell’ambra resta prigioniera di un pino che non esiste più da tantissimo tempo.

II

L’UOMO NEL BUIO

La casa del bandito era perfettamente identica a tutte le altre del villaggio. Era fatta di pietra cava, a un solo piano, con il tetto piatto e robusto dello stesso materiale. La porta e l’unica finestra che io riuscivo a vedere dalla strada erano murate in maniera rudimentale. Un centinaio di curiosi o forse di più accorsi per la fiera stazionavano davanti alla casa e parlavano indicandola. Dall’interno non arrivava il minimo rumore e dal comignolo non usciva un filo di fumo.



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