
Gli uomini e le donne che avevano iniziato quel lungo, lunghissimo viaggio erano esuli, e quasi tutti scienziati, genetisti molecolari. Il governo mondiale li aveva radunati e imprigionati sull’astronave, che allora era un satellite artificiale, orbitante intorno alla Terra. Il pianeta era sovrappopolato, e aveva bisogno di pace e, soprattutto, di stabilità. I genetisti rappresentavano le forze del cambiamento, erano una minaccia per la stabilità. Offrivano al mondo la possibilità di modificare la razza umana, di trasformare un neonato qualsiasi in un superuomo o in un idiota. A richiesta. Pagare e scegliere.
Il governo mondiale era composto di uomini, ed era stato umanamente fragile e umanamente pietoso. Aveva deciso che un potere simile sarebbe diventato facilmente corruttibile, sarebbe stato una tentazione troppo forte. E così, nel modo più umano possibile ma anche con assoluta freddezza, aveva fatto arrestare tutti gli scienziati che si interessavano d’ingegneria genetica e li aveva spediti in esilio sul satellite. Le loro conoscenze non dovevano mai essere usate sulla Terra col rischio di minarne la preziosa stabilità, conquistata duramente.
Era stato il padre di Dan Christopher, con l’aiuto del padre di Larry, a promuovere l’idea di trasformare il satellite-prigione in un’astronave. Il governo della Terra aveva acconsentito, in un primo tempo con riluttanza, poi con sempre maggior favore. Meglio sbarazzarsi definitivamente dei molesti scienziati, lasciarli partire per Alpha Centauri. Che ce la facessero o no, non sarebbero stati più una minaccia per la brulicante, sovrappopolata Terra.
Il guaio era che l’astronave stessa era sovrappopolata. Non si potevano tenere in vita ventimila persone per decenni, per mezzo secolo e più, su un veicolo spaziale. E così la maggior parte dei passeggeri erano stati congelati nel sonno criogenico, uno stato d’animazione sospesa, da cui sarebbero stati risvegliati alla fine del viaggio o anche durante, se ci fosse stato particolare bisogno di qualcuno. L’astronave era rimasta affidata a un gruppo esiguo, quel migliaio di uomini e donne a cui era stato concesso di viverci e lavorarci.
