
Da strozzarla. Aveva bisogno di denaro, sì, ma quel trucchetto non gli era piaciuto per niente.
Ritornò al suo inutile inventario. Il tempo passava. Non capitava nulla. In negozio non si vedeva nessuno. La polizia aveva agito con molta fermezza nei riguardi degli uomini de “La Rubia” che avevano minacciato Terry. E con altrettanta fermezza aveva trattato quelli che l’avevano controminacciato. Così nessun cliente occasionale entrò in negozio quel giorno. Trascorsero due ore.
Alle quattro la porta si aperse con il solito tintinnio di campanello e apparve il capitano di polizia, Felicio Horta.
— Buenas tardes — disse cordialmente.
Terry borbottò qualcosa.
— Ho sentito che lasciate Manila — disse Horta.
Terry gli chiese, calmo: — È un modo per consigliarmi di affrettare la partenza?
— Pero no! Por supuesto no! — protestò Horta. — Ma mi hanno detto che avete nuovi progetti.
— E cosa ne sapete voi? — disse Terry, brusco.
Il capitano Horta non perse la sua cordialità. — Ufficialmente non ne so niente. In via privata sappiamo che intendete aiutare certi ricos americanos nelle ricerche di… si dice oceanografia? Insomma su questioni oceaniche. E sappiamo che avete accettato di controvoglia, anzi che state pensando di cambiare idea. E che siete furibondo.
La ragazza, naturalmente, che doveva aver dedotto ogni cosa vedendolo correre nella strada con i soldi in mano, troppo tardi per bloccare il tassì. Terry scattò ugualmente: — Ma chi diavolo ve lo ha raccontato?
Horta si strinse nelle spalle.
