
— Voci che corrono. Spero che non siano vere.
— Che non sia vero che parto o che non parto?
— Spero — continuò benevolmente Horta, — che farete come preferite. In questo momento non sono in servizio. Ho la macchina fuori. Mi metto a vostra disposizione: vi posso accompagnare fino al porto, al primo piroscafo che parte dove volete voi. Se invece non volete andare in nessun posto, allora tolgo il disturbo. Senza impegno e senza… rancore — concluse. — Amici come prima.
Terry lo guardò. Il capitano Horta era un uomo onesto e ragionevole. Sapeva che Terry aveva dato qualche noia alla polizia, ma involontariamente. Non era tipo da serbare rancore.
— Perché vi siete offerto per accompagnarmi? — chiese Terry pesando le parole. — C’è un motivo speciale perché io debba lasciare la città?
— No — disse Horta. — Sarebbe auspicabile che voi seguiste una certa… linea di condotta. Questo sì. Ma non è perché vi si vuole allontanare di qui. Piuttosto, perché la vostra presenza sarebbe gradita in un certo altro posto. È una faccenda collegata con “La Rubia”, ma non potete neanche lontanamente indovinare come. Del resto siete perfettamente libero, potete agire come meglio credete. Desidererei soltanto che la cosa… si risolvesse con vantaggio di tutti. Solo questo.
Si interruppe e Terry lo fissò, aggrottando la fronte. Horta tentò ancora:
— Diciamo che l’oceanografia m’interessa molto, e che mi piacerebbe veder condotte a termine certe ricerche.
— Ricerche riguardanti naturalmente il modo di attirare il pesce — disse Terry, scettico. — Si direbbe che voi agite in via ufficiosa per ottenere qualcosa di cui ufficialmente non siete autorizzato a parlare.
Horta gli rivolse un caldo sorriso.
— Questa — dichiarò, — è una conclusione molto logica.
— Ma qual è l’oggetto di queste… ricerche? E perché avete pescato proprio me? Horta si strinse nelle spalle senza rispondere.
