— Non potete dirmelo?

— Amigo — disse Horta, — non chiederei di meglio. Mi piacerebbe moltissimo vedere la vostra reazione. Ma sarebbe un disastro: mi credereste un pazzo, me e tanti altri personaggi importanti. Ma me in particolare.

Fu la volta di Terry di alzare le spalle. Attese un lungo momento, esitando. Se Horta avesse tentato di far pressione su di lui, Terry si sarebbe immediatamente irrigidito. Ma non c’erano state pressioni nel vero senso della parola. Sia la ragazza, sia, adesso, Horta, cercavano tutti e due di attirarlo con un’aria di mistero e con vaghi accenni a personaggi importanti.

— E “La Rubia” è coinvolta in questa faccenda? — domandò Terry.

— Involontariamente — rispose subito Horta. — Come voi.

— Grazie per la fiducia nella mia innocenza — disse Terry in tono ironico.

— Bene, allora. Ormai ci sono dentro. Vediamo se, andando fino in fondo, riuscirò a venirne fuori dall’altra parte. Tornò nel retro del negozio, trovò delle cassette per raccogliere i suoi arnesi e gli innumerevoli pezzi per gli antifurto, i ricevitori subacquei e vari apparecchi elettronici che il mondo moderno giudica indispensabili. Si mise a imballarli e Horta, cosa strana, gli diede una mano. Chi ha sangue spagnolo nelle vene è piuttosto suscettibile di fronte al lavoro manuale. Se poi ha una posizione ufficiale, diventa suscettibilissimo. Invece Horta non soltanto aiutò Terry a riempire le sue cassette, ma gli diede persino una mano a portarle fino alla strada e a sistemarle sulla macchina.

Terry girò la chiave nella serratura e la tese al capitano insieme con l’inventario quasi completo del negozio.

— Jimenez se ne è andato e io do in consegna a voi il negozio — disse. Horta prese chiave e documenti. Mise in moto e si avviò lungo la Calle Enero. Guidava con straordinaria prudenza per un ufficiale di polizia autorizzato a ignorare, in caso di necessità, le norme della circolazione.



12 из 136