Scesi lungo il dolce pendio fino alla riva del Teti e oltrepassai il molo dove un incredibile assortimento d'imbarcazioni scaricava passeggeri. Il Teti era l'unico fiume che si estendesse nella Rete: scorreva nei teleporter permanenti e attraversava tratti di più di duecento fra pianeti e lune; la gente che abitava lungo le sue rive era fra la più ricca dell'Egemonia. I veicoli sul fiume comprendevano grandi cruiser merlati, brigantini a palo carichi di vele, chiatte a cinque ponti (molte di queste imbarcazioni erano attrezzate con dispositivi di levitazione), elaborate case galleggianti munite di teleporter autonomo, piccole isole mobili importate dagli oceani di Patto-Maui, motoscafi da corsa sportivi, sommergibili pre-Egira, un assortimento di VEM nautici intagliati a mano, provenienti da Vettore Rinascimento, e pochi, moderni yacht polivalenti il cui profilo era nascosto dalla superficie ovoidale riflettente e continua dei campi di contenimento.

Gli ospiti non erano meno sgargianti e barocchi dei veicoli da cui sbarcavano: lo stile di ciascuno andava dal tradizionale abito da sera pre-Egira, portato da gente chiaramente mai toccata dal trattamento Poulsen, a quello all'ultima moda secondo i dettami della settimana corrente su TC2, drappeggiato su figure modellate dai più famosi ARNisti della Rete. Continuai la passeggiata e mi fermai a un lungo tavolo da buffet il tempo sufficiente per riempirmi il piatto: roast beef, insalata, filetto di calamaro volante, curry di Parvati e pane appena sfornato.

Il tardo pomeriggio era già sfumato nel crepuscolo quando trovai un posto dove sedermi, vicino ai giardini: spuntavano le prime stelle. Le luci della vicina città e del complesso amministrativo erano state abbassate per consentire di scorgere la flotta spaziale: il cielo notturno di Tau Ceti Centro era più chiaro di quanto non fosse stato per secoli.



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