
— Prego?
— Mi ritragga, signor Severn. Lei è un artista.
— Pittore — dissi, mostrando la mano vuota. — Purtroppo non ho lo stilo.
Diana Philomel frugò nella tasca della veste del marito e mi tese una penna a luce. — Mi ritragga, la prego.
La tratteggiai. Il ritratto prese forma a mezz'aria: le linee si alzarono e ricaddero e tornarono su se stesse come filamenti al neon in una statua di fil di ferro. Una piccola folla si raccolse a guardare. Risuonò un tiepido applauso, quando terminai. Il disegno non era malvagio. Coglieva la lunga e voluttuosa curva del collo della donna, l'alta treccia di capelli, gli zigomi sporgenti… perfino il lampo lieve, ambiguo, degli occhi. Era il meglio che potessi fare, dopo che la cura RNA e le lezioni mi avevano preparato per la personalità attuale. Il vero Joseph Severn avrebbe fatto di meglio… aveva fatto di meglio. Ricordo che mi fece il ritratto, quando ero in punto di morte.
La signora Diana Philomel s'illuminò, approvando il mio lavoro. Il signor Hermund Philomel mi guardò in cagnesco.
Si alzò un grido: «Eccole!»
La folla mormorò, restò a bocca aperta, tacque. I fotoglobi e le luci del giardino si smorzarono e si spensero. Migliaia di ospiti alzarono gli occhi al cielo. Cancellai il disegno e rimisi nel taschino di Hermund la penna a luce.
— La flotta — disse un anziano signore dall'aria distinta, nell'uniforme nera della FORCE. Alzò il bicchiere a indicare qualcosa alla giovane compagna. — Hanno appena aperto il portale. Passeranno prima le navi vedetta, poi la scorta di navi torcia.
Dal nostro punto d'osservazione, il teleporter militare della FORCE non era visibile. Anche nello spazio, immagino, sarebbe apparso solo come un'aberrazione rettangolare contro la distesa di stelle. Ma le code di fusione erano ben visibili, prima come un gruppo di lucciole o di ragnatelidi luminosi, poi come comete ardenti, a mano a mano che le vedette accendevano il motore principale e sciamavano nella zona di traffico cislunare del sistema di Tau Ceti. Un altro ansito generale si levò, quando comparvero le navi torcia, con la coda cento volte più lunga di quella delle vedette. Da orizzonte a orizzonte, il cielo notturno di TC2 fu segnato da strisce rosso oro.
