F’lar annuì nuovamente.

Lytol inghiottì convulsamente la saliva. Fremeva, come se la loro presenza gli ricordasse il suo esilio. Riuscì a sorridere.

— Draghi del cielo! La notizia si è sparsa più in fretta dei Fili!

— Nemorth ha deposto un uovo di regina.

— Jora è morta? — domandò preoccupato Lytol, mentre il tremito del suo volto smetteva un istante. — Math ha seguito Nemorth nel volo di nozze?

All’assenso di F’lar fece una smorfia di amarezza.

— R’gul di nuovo, vero? — fissò un punto in lontananza, mentre la mascella riprendeva a muoversi. — Dovete fare le Terre Alte? Tutte? — domandò rivolto al dragoniere, appoggiando la parola “tutte”.

F’lar annuì per l’ennesima volta.

— Avete già visto le donne. — Le parole di Lytol tradivano il suo disgusto. Non era stata una domanda, perché continuò, subito: — Qui non c’è niente di meglio. — Il suo disprezzo era al massimo. Si sedette al tavolo che riempiva un angolo del locale, Stringeva talmente forte tra le mani la cintura da piegarne la pelle robusta.

— Vi aspettavate una situazione diversa, vero? — continuò. Diceva troppe cose e troppo in fretta. Sarebbe stato considerato un insulto se non ci fosse stata l’attenuante della solitudine dell’esilio. Trattava le cose superficialmente e si rispondeva da solo, anziché affrontarle argomenti scottanti… come l’insaziabile bisogno di avere vicino quelli della sua razza. Ma con quel suo farneticare stava fornendo ai dragonieri le informazioni di cui avevano bisogno. — Fax ama le donne grasse e docili. Lo ha capito persino dama Gemma. La situazione sarebbe diversa se non gli necessitasse l’appoggio della famiglia di lei. Sì, sarebbe molto differente. Così lui continua a ingravidarla, sperando die prima o poi muoia di parto. E ce la farà. Oh, se ce la farà. Rideva in maniera stridula e sgradevole.



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