
Aveva provato soddisfazione constatando che da almeno tre Giri completi Fax non si era fatto vedere a Forte Ruath. Forse era lo stato d’abbandono del luogo che lo teneva lontano. Fax si era proclamato Signore delle Terre Alte e aveva soggiogato quella fortezza, un tempo così fiera e prosperosa.
L’impulso di identificare quella minaccia opprimente costrinse Lessa ad alzarsi, scuotendo meccanicamente i capelli che si annodò sulla nuca.
Passò tra le donne della servitù che dormivano ammucchiate una vicino all’altra per riscaldarsi, e salì silenziosamente la scala che portava in cucina. Il cuoco e il suo aiutante erano distesi davanti al grande camino, volgendo le spalle al fuoco, e russavano rumorosamente. Attraversò furtiva la grande cucina e si diresse verso la porta che dava sul cortile delle stalle. Aprì l’uscio solo quanto bastava per far passare il suo corpo snello. Le pietre del cortile, attraverso le suole sottili dei sandali, le trasmisero una sensazione di freddo. Rabbrividì ancora di più quando l’aria notturna si insinuò tra i suoi indumenti sbrindellati.
Il wher attraversò il cortile per incontrarla e supplicarla, come sempre, di liberarlo. Mentre la bestia le camminava al fianco, lei accarezzò teneramente le orecchie appuntite, poi guardò con dolcezza quella tozza e spaventosa testa. L’animale si acquattò gemendo, trattenuto dalla catena, mentre lei proseguiva verso i gradini che portavano al bastione posto sopra la grande porta della Fortezza. Giunta sulla torre, guardò verso oriente, dove le cime del Passo spiccavano contro i primi bagliori del giorno.
Si voltò indecisa verso sinistra, poiché le pareva che il senso di pericolo provenisse da quella parte. Alzò gli occhi verso la Stella Rossa che da un po’ di tempo dominava il cielo mattutino e vide la sua ultima pulsazione color rubino prima che la luce sfolgorante del sole di Pern la offuscasse.
