
— Che stupidi questi ruathani — commentò cordialmente F’lar. Fax si volse verso di lui con la mano appoggiata sull’impugnatura della spada e gli occhi scintillanti. Il dragoniere si rese piacevolmente conto che l’usurpatore sarebbe stato capace di sfidare anche uno come lui e rimase quasi deluso quando l’altro mantenne il controllo e stringendo saldamente le redini lanciò il cavallo a un galoppo frenetico.
Prima o poi lo ammazzerò, si disse mentre Mnementh spiegava le ali in segno di approvazione.
D’nor si avvicinò.
— Ho notato che stava per sguainare la spada. — I suo occhi erano accesi e il suo sorriso acido.
— Sì, ma poi gli è venuto in mente che stavo cavalcando un drago.
— Stai all’erta, cavaliere di bronzo, vuole ucciderti e in fretta.
— Bisogna vedere se ce la farà!
— Ha fama di essere un combattente accanito — gli ricordò F’nor senza più sorridere.
Mnementh sbatté nuovamente le ali e F’lar gli accarezzò meccanicamente il collo liscio.
— Sarei svantaggiato? — domandò, colpito dalle parole del fratello.
— Non credo — rispose prontamente F’nor sconcertato. — Io personalmente non l’ho mai visto in azione, ma quello che mi hanno riferito non mi piace affatto. Uccide di frequente, anche senza motivo.
