— Allora pensi che noi dragonieri non siamo da temere solo perché non amiamo il sangue? — scattò. — Forse ti vergogni di essere uno di noi?

— No! — F’nor trattenne il fiato, intimorito dal tono dell’altro. — E neanche gli uomini del suo squadrone, naturalmente, ma il comportamento dei soldati di Fax mi fa desiderare di trovare una scusa per poterlo attaccare.

— Sarà proprio così che andrà a finire, infatti. Qui a Ruatha qualcosa esaspera il nostro ospite.

I draghi sbatterono le ali per richiamare la loro attenzione.

Mnementh piegò la testa all’indietro, mentre i suoi grandi occhi scintillavano colpiti da un raggio di sole.

— C’è una forza misteriosa in questa valle — bisbigliò F’lar interpretando il comportamento dell’animale.

— È vero. L’ha sentito anche il mio drago — confermò F’nor rischiarandosi in viso.

— Stai attento, cavaliere marrone — lo ammonì F’lar — stai attento. Fai alzare ad alta quota l’intero squadrone e fagli perlustrare la valle. Ci sarei dovuto arrivare, era tutto tanto chiaro, bastava solo che ci pensassi. Che stupidi siamo diventati noi dragonieri!

La fortezza è bloccata, la Sala è vuota, tutti gli uomini sono scomparsi. La terra è incolta, la roccia è nuda, qualsiasi speranza è proibita.

Lessa stava ripulendo il camino dalla cenere quando il messaggero entrò agitato e vacillante nella Grande Sala. Cercò di passare inosservata, così da non essere allontanata dal Connestabile.

Aveva fatto di tutto per essere mandata nella Grande Sala quella mattina perché sapeva che il Connestabile aveva intenzione di punire il capo tessitore a causa della pessima qualità dei prodotti preparati per l’arrivo di Fax.

— Sta arrivando! E ci sono i dragonieri! — ansimò l’uomo entrando a precipizio nel buio della sala.



26 из 79