
— Siamo occupati nella Cerca — spiegò gentilmente F’lar. — E desidereremmo la tua ospitalità, nobile Fax.
Appena venne nominata la Cerca Fax chiuse impercettibilmente gli occhi.
— Mi avevano detto che Jora è morta — rispose senza più usare la terza persona come se F’lar, facendo finta di niente, avesse superato una prova. — Così Nemorth ha deposto l’uovo dal quale nascerà la regina, eh? — continuò con lo sguardo che vagava sullo squadrone, valutando la disciplina degli uomini e il loro colorito sano dei draghi.
F’lar non rispose neanche a una domanda tanto scontata.
— E, nobile… — Fax esitò, piegando leggermente il capo verso il dragoniere, come in attesa.
Per un brevissimo istante F’lar si domandò se lo stavano provocando, con quegli insulti sottili. I nomi dei cavalieri di bronzo erano noti su tutto Pern, al pari del nome della regina dei draghi e della dama del Weyr. Cercò di mantenere un’espressione calma e tenne gli occhi fissi in quelli di Fax.
Con una ben calcolata sfumatura di arroganza F’nor si fece avanti, fermandosi giusto dietro la testa di Mnementh e sfiorando con trascuratezza la mascella dell’enorme bestia.
— Il cavaliere di bronzo di Mnementh, nobile F’lar, dovrà usufruire di un alloggio personale. Io invece, F’nor, il cavaliere marrone, preferirei restare con gli altri. Siamo dodici in tutto.
