F’lar apprezzò l’elegante allusione di F’nor alla forza dello squadrone: come se Fax non sapesse contare! La frase era stata estremamente abile e il Signore delle Terre Alte non avrebbe potuto protestare per quell’insulto.

— Nobile F’lar — disse Fax con uno stretto sorriso — le Terre Alte sono onorate della tua Cerca.

— Tonerà tutto a onore vostro — rispose tranquillo F’lar — se in una di esse troveremo la dama del Weyr.

— Tornerà a nostro eterno onore — ribatté Fax con altrettanta serenità. — Nel passato molte dame del Weyr provenivano dalle mie fortezze.

— Dalle tue fortezze? — domandò F’lar educatamente ma evidenziando quel plurale. — È vero. Adesso sei il Signore di Ruatha. Molte dame del Weyr erano di quella fortezza.

Una strana espressione si dipinse sul viso di Fax, immediatamente sostituita da un ampio sorriso volutamente cordiale. Si fece da parte e invitò F’lar a entrare nella fortezza.

Il capo del drappello di Fax latrò in fretta un ordine e gli uomini si disposero in doppia fila, mentre i tacchi di metallo rinforzato degli stivali facevano scaturire scintille dalle pietre.

Spontaneamente i draghi si sollevarono creando un vortice d’aria e di polvere. F’lar si avvicinò a grandi passi agli uomini del drappello d’onore, che rotearono gli occhi, allarmati alla vista degli animali che planavano verso i cortili interni. Quando Mnementh si sistemò sulla torre alta qualcuno gridò. Mentre manovrava per atterrare su quello spazio non abbastanza grande, dalle sue ali partivano folate d’aria cariche dell’odore di fosforo.

Dentro di sé, F’lar era divertito dalla costernazione provocata dai draghi, ma non lo diede a vedere. I signori delle fortezze dovevano avere ben chiaro in mente che avevano a che fare con i draghi, oltre che con le loro guide, che erano uomini e quindi eliminabili. Era indispensabile che i signori moderni rispettassero i dragonieri oltre che le bestie.



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