Sì. Sì, in effetti lo avrei fatto, se avessi potuto. Se fossi stato Hethor, avrei richiamato qualche orrore dall’aldilà, uccelli con le teste di megere e le lingue di vipere. Ad un mio ordine, essi avrebbero mietuto le foreste come campi di grano ed abbattuto le città con le ali… eppure, se avessi potuto, sarei apparso nel momento cruciale per salvarla… non per andarmene poi freddamente nel modo in cui tutti sognamo di fare quando, da bambini, ci vediamo nell’atto di salvare ed umiliare la persona amata che ci ha in qualche modo mancato di riguardo, ma per stringerla fra le braccia.

Allora per la prima volta, credo, compresi quanto fosse stato terribile per lei, che era poco più di una bambina quando era sopraggiunta la morte, e che era rimasta morta per così tanto tempo, essere richiamata in vita.

E, pensando a questo, ricordai il soldato morto di cui avevo mangiato il cibo e di cui impugnavo la spada, e mi soffermai ad ascoltare per verificare se respirava o si muoveva. Eppure, ero tanto perso nei miei ricordi da avere l’impressione che il morbido suolo della foresta che calpestavo provenisse dalla tomba che Hildegrin aveva violato per Vodalus, e che il sussurro delle foglie fosse il fruscio dei cipressi nella nostra necropoli e delle rose purpuree che vi crescevano, e che io stessi ascoltando invano per udire il respiro della donna morta che Vodalus aveva sollevato, avvolta nel bianco sudario, con una corda che le passava sotto le braccia.

Finalmente, il gracchiare di un nottolone mi riportò alla realtà. Mi parve di notare il bianco volto del soldato che mi fissava, ed allora girai intorno al fuoco, frugai fino a trovare la coperta, e vi avvolsi il cadavere.

Dorcas apparteneva, come comprendevo solo ora, a quella vasta categoria di donne (che potrebbe in effetti comprendere tutte le donne) che ci tradiscono, … ed a quel tipo speciale che non ci tradisce per un attuale rivale, ma in nome del passato.



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