
Prima che terminassi di scendere la scogliera, già mettevano in acqua le barche. Raggiunsi Steve, fermo accanto alla barca più piccola, ancora sulla sabbia. John Nicolin, il padre di Steve, si avvicinò e mi guardò storto.
«Oggi voi due prendete le canne» disse. «Non sareste buoni per nient’altro.»
Lo guardai senza battere ciglio. Lui si allontanò a brontolare un ordine alla barca che scivolava in acqua.
«Sa che siamo stati fuori?»
«Già.» Steve arricciò le labbra. «Ho inciampato in una rastrelliera di pesce secco, mentre rientravo di nascosto.»
«Ha fatto storie?»
Lui girò la testa per mostrarmi un livido accanto all’orecchio. «Tu che dici?» Non era dell’umore adatto a fare conversazione. Andai ad aiutare gli uomini che trascinavano sulla spianata la barca seguente. L’acqua fredda mi lambì i piedi e mi risvegliò del tutto. In mare, il sommesso crrr, crrrrr dei frangenti indicava un leggero moto ondoso. Venne il turno della barca più piccola; Steve e io balzammo a bordo mentre la spingevano nel canale. Remammo senza molto impegno, affidandoci alla corrente; oltrepassammo con facilità i frangenti alla foce del fiume.
Quando tutte le barche furono intorno al gavitello che segna il principale banco di scogli a fior d’acqua, si trattò del lavoro di tutti i giorni. Le tre barche più grosse iniziarono la manovra circolare, calando le reti a sacco. Steve e io remammo verso sud, mentre altre barche per la pesca a canna si dirigevano a nord. All’estremità meridionale della valle c’è una piccola insenatura, quasi ostruita da blocchi di calcestruzzo a pelo d’acqua: la chiamiamo Concrete Bay. Fra gli scogli di cemento e quelli naturali più al largo c’è un canale, usato dai pesci più svelti per sfuggire alle reti; di solito, mentre le reti sono all’opera, la pesca con la canna dà buoni risultati. Steve e io gettammo l’ancora sopra il banco di scogli principale e lasciammo che il moto ondoso ci spingesse nel canale, fin quasi ai segmenti curvi degli scogli di cemento. Poi tirammo fuori le canne. Annodai alla lenza la scintillante barretta metallica che avrebbe fatto da esca. «Maniglia di bara» dissi a Steve, tenendola sollevata prima di lanciarla fuori bordo. Lui non rise. Lasciai che l’esca andasse a fondo e cominciai a recuperare piano piano la lenza.
