Con l’aiuto della famiglia di Nicolin e degli altri sulla riva, tirammo la barca a secco e portammo il pesce ai banchi di pulitura. I gabbiani si tuffarono più volte contro di noi, con strida acute e un frullare d’ali. Quando la barca fu vuota e tirata alla base della scogliera, Steve si avvicinò a suo padre, che controllava le reti e scuoteva il dito contro Rafael rimproverandolo per qualche fune attorcigliata.

«Posso andare adesso, Pa’?» chiese Steve. «Hanker e io dobbiamo prendere lezioni da Tom.» Ed era vero.

«No» rispose il vecchio Nicolin, ancora chino a ispezionare la rete. «Ci aiuterai a sistemare questa rete. E poi andrai a dare una mano a tua madre e alle tue sorelle per pulire il pesce.»

All’inizio John aveva mandato Steve a imparare a leggere dal vecchio, perché riteneva che per la famiglia fosse un segno di prosperità e distinzione. Poi, quando Steve ci aveva preso gusto (ma ce n’era voluto!), John aveva iniziato a tenerlo lontano dall’istruzione: un’altra arma nella battaglia sempre in corso fra loro due. John si raddrizzò, fissò Steve; era poco più basso del figlio, ma molto più robusto. Tutt’e due avevano la stessa mascella volitiva, lo stesso ciuffo di capelli castani, occhi celesti, naso dritto e marcato… Si scambiarono un’occhiata astiosa: John sfidava Steve a rimbeccarlo davanti a tutti gli uomini affaccendati lì attorno. Per un istante pensai che sarebbe successo, che Steve l’avrebbe sfidato, iniziando così chissà quale sanguinoso litigio. Ma Steve gli girò le spalle e a passo deciso si diresse ai banchi di pulitura. Aspettai un attimo che si calmasse un poco, poi gli andai dietro.

«Vado su io e dico al vecchio che verrai più tardi.»

«D’accordo» rispose Steve, senza guardarmi. «Vengo appena posso.»

Il vecchio Nicolin mi diede tre persici; li portai su per la scogliera in una sacca di rete che avrei dovuto restituire. Nel gruppo di case alla seconda curva del fiume non c’era quasi nessuno. Una squadra di ragazze lavava i panni nell’acqua e, più a monte, alcune donne erano ferme intorno al forno dei Mariani. Lassù, lontano dal mare, tutto sembrava più tranquillo; il latrato di un cane risuonò chiaramente dall’altra parte del placido corso d’acqua.



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