Ascoltatela!» finché non gli intimavamo di chiudere il becco e lasciarci ascoltare); ma due pareti erano occupate quasi per intero da scaffali sovraccarichi di libri malandati. Molti non me li aveva lasciati leggere; ma ora ne prese uno e me lo gettò in grembo. «Passiamo alla lettura a vista. Comincia dal segno, lì.»

Aprii lo smilzo e ammuffito libretto, cominciai a leggere… un compito che mi risultava ancora assai difficile, assai piacevole. «“La giustizia è di per sé impotente: ciò che per natura governa è la forza. Tirare quest’ultima a fianco della giustizia, in modo che con la forza la giustizia governi… è il problema dell’abilità politica, certo assai grave; si capisce fino a che punto, se si considera quale sconfinato egoismo riposi in quasi ogni cuore umano; e che parecchi milioni di individui sono siffatti da dover essere mantenuti nei confini della pace, dell’ordine e della legalità. Stando così le cose, è una meraviglia che il mondo nel suo insieme sia pacifico e rispettoso delle leggi così come facciamo in modo sia”» a questo punto il vecchio scoppiò a ridere e continuò a lungo «“situazione che, tuttavia, determina solo il meccanismo dello stato. Infatti l’unica cosa che può produrre un effetto immediato è la forza fisica, dal momento che è l’unica cosa che gli uomini in generale capiscono e rispettano…”»

«Ehi!»

Era Steve Nicolin, che irruppe in casa come Satana nella camera da letto di Dio. «Ti ammazzo qui e subito!» gridò, avanzando verso il vecchio.

Tom saltò in piedi. «Provaci!» gridò. «Non hai la minima possibilità!» E per un po’ si accapigliarono, con Steve che teneva il vecchio per le spalle, a distanza sufficiente per non farsi prendere dai suoi colpi feroci.



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