Sei visi spaventati si girarono verso di lui.

— Uhm, siete stato chiamato, signore — disse uno dei maghi minori. — Ecco perché siete qui — aggiunse servizievole.

— Voglio dire, perché non sono stato chiamato prima? — scattò Galder, facendosi largo per arrivare alla griglia.

— Uhm, prima di chi, signore? — chiese l’altro.

Galder lo fulminò con lo sguardo e si azzardò a dare un’occhiata attraverso la griglia.

Ora nell’aria della stanza sprizzavano scintille mentre granellini di polvere bruciavano nel flusso della magia pura. Il Sigillo di Stasi cominciava a coprirsi di vesciche e ad arricciarsi agli orli.

Il libro in questione veniva chiamato Octavo e. ovviamente, non era un comune libro.

Esistono naturalmente molti famosi libri di magia. Alcuni parlano del Necrotelicomnicon, con le sue pagine fatte di pelle di antica lucertola. Altri indicano il Libro del Giro Intorno all’Undecimo. scritto da una misteriosa e alquanto pigra setta lamaica. Altri ancora ricordano che il Grande Teatro Comico Grimoire contiene presumibilmente l’unica burla originale rimasta nell’universo. Ma tutti questi libri non sono che semplici opuscoli se paragonati all’Octavo che, con caratteristica sbadataggine, il Creatore dell’Universo si è dimenticato di portarsi via dopo avere terminato la sua grande opera.

Gli Otto Incantesimi imprigionati nelle sue pagine hanno condotto una loro propria vita, complessa e segreta, e generalmente si è creduto che…

Contemplando la turbolenza della stanza, Galder aggrottò la fronte. Naturale, ora c’erano soltanto Sette Incantesimi. Qualche idiota di studente di magia un giorno aveva gettato di nascosto un’occhiata al libro e uno degli Incantesimi ne era sfuggito e si era insediato nella sua mente. Nessuno era mai riuscito a sapere fino in fondo come ciò era accaduto. Come si chiamava quello studente? Ventomazza?



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