
«Lui non lo sa», disse Ruark.
Gwen sospirò e Dirk vide che era tutta tesa. «Mi dispiace, Dirk. Pensavo che avresti dovuto sapere. È passato tanto tempo. Pensavo, be’, era uno di quelli che abbiamo conosciuto su Avalon. A suo tempo te ne ho parlato di sicuro».
«Non ho mai più visto nessuno», disse Dirk con circospezione. «Di quelli che abbiamo visto insieme. Sai. Io viaggio parecchio. Braque, Prometeo, Mondo di Jamison». La sua voce aveva un suono vuoto ed inutile alle sue stesse orecchie. Fece una pausa ed inghiotti. «Chi è Jaan?».
«Jaantony Riv Lupo alto-Ferrogiada Vikary», disse Ruark.
«Jaan è mio…». Lei esitò. «Non è facile da spiegare. Io sono la betheyn di Jaan, cro-betheyn con il suo teyn Garse». Alzò gli occhi, un’occhiata breve al di là degli strumenti dell’aerauto, poi guardò di nuovo avanti. Non c’era cenno di comprensione sul volto di Dirk.
«Marito», lei disse allora, alzando le spalle. «Mi dispiace Dirk. Non è proprio così, ma è il modo più semplice per esprimere il concetto con una parola sola. Jaan è mio marito».
Dirk si raggomitolò sul suo sedile con le braccia incrociate e non disse niente. Aveva freddo e stava male e si chiedeva perché mai fosse lì. Gli venne in mente la gemma mormorante e se ne chiese ancora il motivo. Lei doveva avere avuto qualche ragione per mandargliela, certamente, e prima o poi glielo avrebbe detto. A dire il vero, lui non si doveva aspettare che Gwen fosse da sola. Al porto aveva addirittura pensato, per un breve momento, che forse Ruark… e la cosa non l’aveva preoccupato.
