
Si distese, con grande sforzo, allungò le braccia, aprì gli occhi e si risollevò nel vento pungente. Poi fissò deliberatamente Gwen e le dedicò il suo vecchio sorriso timido. «Ah, Jenny», le disse, «dispiace anche a me. Ma non importa. Non so, ma non importa. Sono contento di essere venuto ed anche tu dovresti essere contenta. Sette anni sono troppi, no?».
Lei lo fissò, poi riportò lo sguardo agli strumenti e si passò nervosamente la lingua sulle labbra. «Sì. Sette anni sono troppi, Dirk».
«Incontrerò Jaan?».
La donna annuì. «Ed anche Garse, il suo teyn».
Dirk sentì da qualche parte al di sotto scorrere dell’acqua, un fiume perduto nell’oscurità. In breve tempo scomparve; si muovevano in fretta. Dirk guardò oltre il bordo dell’aerauto, al di là delle ali, nelle tenebre mobili, poi in alto. «Ci vorrebbero più stelle», disse cogitabondo. «Mi pare di essere cieco».
«Ti capisco», disse Gwen. Sorrise e quasi subito Dirk si sentì meglio di come si era sentito da parecchio tempo.
«Ti ricordi il cielo su Avalon?», disse lui.
«Sì. Naturalmente».
«C’erano un mucchio di stelle laggiù. Era un mondo affascinante».
«Anche Worlorn ha una sua bellezza», disse lei. «Tu che cosa sai di Worlorn?».
«Poco», rispose Dirk che continuava a guardarla. «So del festival e so che il pianeta è un vagabondo; non so molto altro. Una donna sulla nave mi ha detto che il posto è stato scoperto da Tomo e Warberg durante la loro escursione verso i limiti della galassia».
«Non è vero», disse Gwen. «Certo che la leggenda è affascinante. Comunque, tutto ciò che si vede qui attorno fa parte del festival. Ne fa parte tutto il pianeta. Hanno partecipato tutti i mondi del Margine ed ognuna delle culture si riflette qui in una delle città. Ci sono quattordici città che rappresentano quattordici mondi del Margine. Al centro c’è lo spazioporto e il Comune, che è una specie di parco. Ci stiamo volando sopra proprio adesso. Il Comune non è molto interessante, nemmeno di giorno. Durante il periodo del festival vi si facevano feste e giochi».
