
«Barocco ed impressionante», disse Ruark. «Molto Kavalar ed impressionante». Dirk si limitò ad annuire.
«Avresti dovuto vederla nei vecchi giorni», disse Gwen. «Larteyn si nutriva della luce dei sette soli durante il giorno e di notte illuminava la catena di montagne. Pareva una spada di fuoco. Adesso le pietre sono scialbe… La Ruota si fa sempre più lontana di ora in ora. Tra dieci anni la città sarà buia come un tizzone esaurito».
«Non mi sembra molto grande», disse Dirk. «Quanta gente ci stava?».
«Un milione di persone, una volta. Tu vedi solo la punta dell’iceberg. La città è costruita dentro la montagna».
«Molto Kavalar», disse Ruark. «Una fortezza degli abissi, un forte fatto di pietra. Ma vuoto ormai. Venti persone, secondo l’ultimo censimento, noi compresi».
L’aerauto passò sopra le mura esterne, poste accanto al dirupo dalla parte in cui il declivio della montagna era più ampio, in modo da creare un alto abisso formato di roccia e pietraluce. Al di sotto Dirk vide ampi camminamenti, file di stendardi che si muovevano pigramente e grandi cariatidi scolpite con gli occhi di pietraluce fiammeggiante. Gli edifici erano fatti di pietra bianca e di ebano e strisce rosse delle rocce fiammeggianti si riflettevano sui loro fianchi, come ferite aperte di qualche buia bestia mostruosa. Volarono su torri, cupole e strade, viali tormentati ed ampi boulevards, cortili spalancati ed un immane teatro all’aperto con migliaia di posti.
Vuoto, tutti i posti erano vuoti. Nessuna figura umana si muoveva per le strade inzuppate di luce rossa a Larteyn.
Gwen scese giù a spirale sul tetto di una torre cupa e quadrata. Quando lei fece posare l’apparecchio rilasciando la griglia di gravità che li teneva sollevati, Dirk notò che c’erano due altre auto sull’eliparco sottostante: una era una specie di lacrima gialla, tutta lustra e l’altra era una vecchia volante militare che pareva aver fatto un secolo di guerre per di più. Era verde oliva, quadrata e rivestita con corazze, con cannoni a laser sulla parte anteriore e tubi ad impulso dietro.
