Nessuno sa quando può esplodere una nova, o in quale parte del cielo si trovi al momento dell’esplosione, perciò non c’è altro da fare che continuare a prender fotografie di tutto il cielo, notte per notte, mese per mese. Chissà, un giorno o l’altro avrebbe avuto fortuna. È vero che, se avesse trovato una nova non troppo lontana nell’immensità dello spazio, il suo lavoro sarebbe passato subito in mani più esperte. Invece dello Schmidt, la piena potenza del grande 200 pollici si sarebbe spiegata a rivelare gli spettacolosi segreti di queste strane stelle. Ma in ogni modo sarebbe toccato a lui l’onore della prima scoperta. Tornando a casa avrebbe potuto vantare tutta l’esperienza che si andava facendo nel più grande osservatorio del mondo: c’erano quindi buone speranze di trovare lavoro. Avrebbe sposato Greta. E allora che motivo c’era di preoccuparsi? Si diede dello sciocco, pensando che s’era lasciato turbare dal vento sul fianco della montagna.

Intanto era giunto alla baracca che ospitava lo Schmidt piccolo. Entrò e per prima cosa diede un’ occhiata al taccuino, per vedere qual era il settore di cielo che gli toccava fotografare. Poi diresse il telescopio nel senso giusto, a sud della costellazione di Orione: solo a mezzo inverno si può raggiungere questa regione celeste. Quindi apri l’obiettivo; non doveva far altro che starsene seduto al buio lasciare che i pensieri vagassero liberamente.

Jensen lavorò fino all’alba, una fotografia dopo l’altra. Ma il lavoro non era finito, perchè doveva sviluppare le lastre che si erano accumulate durante la notte. Questo era un lavoro che richiedeva grande attenzione. Un errore a questo punto avrebbe significato lavorare ancora e duramente: nemmeno da pensarci.

In condizioni normali non gli sarebbe toccato questo compito, così estenuante. In condizioni normali si sarebbe ritirato nel dormitorio; poi cinque o sei ore di sonno, colazione a mezzogiorno e quindi, ma solo allora, avrebbe dovuto affrontare il compito dello sviluppo. Ma questa volta era al termine del suo turno. In quel periodo la luna sorgeva di sera, e ciò significava, per quindici giorni, un arresto dell’osservazione: non si può cercare una nova nella metà del mese in cui la luna occupa il cielo notturno, perchè la luna dà troppa Iuce e annebbia irreparabilmente le lastre.



5 из 222