A Roma il sole era già sorto da più di un'ora e la città risuonava degli ululati dei clacson e delle grida dei guidatori impazienti che si sporgevano dai finestrini delle auto per insultarsi.

Di punto in bianco l'aria divenne insopportabilmente calda e luminosa, come se dappertutto fossero stati accesi tanti riflettori. Il traffico rallentò fino a fermarsi. La gente si guardò intorno spaventata. Gli automobilisti scesero dalle macchine. Come tanti ubriachi cercarono di farsi strada barcollando nel traffico intasato. La luce divenne sempre più vivida e calda, intollerabilmente soffocante, come se un'enorme piastra di ferro rovente schiacciasse tutto e tutti. Le donne urlavano e svenivano. Gli uomini cadevano nelle pozze di asfalto sciolto ribollente. Gli alberi cominciarono a bruciare senza fiamme lungo i viali, mentre la gente si rifugiava urlando nelle case. Le tende s'incendiarono. Nei giardini vaticani sbocciò una distesa di fiori di fuoco. Le fontane evaporarono. Tutta la città cominciò a fumare e ad ardere sotto il cielo ardente.

Tutta l'Italia, tutta l'Europa, l'Africa, l'Asia bruciarono. Ovunque arrivò la luce del sole, fiorirono fiamme e morte. Morirono milioni, centinaia di milioni di persone in pochi attimi. Tutte le foreste dell'Africa equatoriale divamparono mentre gli animali, in preda al panico, correvano alla ricerca di un impossibile rifugio. Ovunque era il terrore: l'atavico terrore che assimila l'uomo alla bestia. Nel terrore primordiale morirono i cacciatori pigmei nel cuore delle foreste in preda alle fiamme. Nel terrore morirono gli uomini d'affari vestiti all'occidentale nelle città moderne. Nel terrore morirono tutti. Chi con gli abiti che prendevano fuoco non appena sfiorati dal sole, chi soffocato dal fumo nelle tempeste di fuoco che divamparono in tutti i continenti.

Le città divennero forni. I prati, mari di fuoco. Via via che il tocco dell'alba avanzava da ovest sul pianeta rotante, le sue dita brucianti uccisero tutto ciò che toccavano. I ghiacciai svizzeri cominciarono a sciogliersi e masse d'acqua si riversarono sui villaggi in preda al fumo e alle fiamme che divoravano i prati alpini. Parigi divenne una torcia, e così Londra. A nord del Circolo polare artico, i Lapponi nelle loro pellicce estive divamparono mentre le loro renne cadevano e arrostivano nella tundra fumante.



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