
Il suonatore di violino chiuse gli occhi e sprofondò nella musica. Lentamente, Akasha si alzò dal trono. Il violino cadde dalle mani di Lestat quando la vide: come una danzatrice, lei lo cinse con le braccia, l’attirò a sé, si chinò per donargli il suo sangue mentre gli faceva premere i denti contro la propria gola.
Era meglio di quanto avesse immaginato… e molto ingegnoso. La figura di Enkil si destò, si alzò e prese a camminare come un fantoccio meccanico. Avanzò per riprendere la sua regina. Lestat fu scagliato sul pavimento del sacrario. Il video terminò. Il salvataggio da parte di Marius non era incluso.
«Ah, dunque non sono destinato a essere una celebrità televisiva», mormorò con un vago sorriso. Si avvicinò all’entrata del negozio buio.
Una giovane donna attendeva per farlo entrare. Aveva in mano la cassetta di plastica nera.
«Tutti e dodici», disse. Aveva una bella carnagione scura e grandi occhi castani e sonnolenti. Il cerchio d’argento che le cingeva il polso brillava nella luce. Gli sembrò affascinante. La ragazza prese il denaro senza contarlo. «Lo trasmettono su una dozzina di canali. Per la verità li ho seguiti tutti. Sono finiti ieri pomeriggio.»
«Mi ha servito molto bene», rispose l’uomo. «Grazie.» E tirò fuori un altro rotolo di biglietti di banca.
«Non è stato niente d’importante.» La ragazza non voleva accettare dell’altro denaro.
Lo prenderai.
La ragazza lo prese con una scrollata di spalle e lo mise in tasca.
Niente d’importante. Gli piacevano quelle espressioni moderne ed eloquenti. Amava quel movimento dei seni, quando lei aveva alzato le spalle, e l’agile guizzo dei fianchi sotto la ruvida stoffa jeans che la faceva sembrare ancora più fragile. Un fiore incandescente. E quando lei aprì la porta, le toccò il nido morbido di capelli bruni. Era impensabile nutrirsi di qualcuna che ti aveva servito… e poi, così innocente! Non l’avrebbe fatto. Tuttavia la fece voltare, e le insinuò tra i capelli le dita inguantate per sostenerle la testa.
