
Oh, più tardi sarebbe sceso con la videocassetta e avrebbe osservato con i suoi occhi, naturalmente. E se vi fosse stato il minimo guizzo, il minimo cambiamento nei loro sguardi eterni…
Ma ecco che ricominci… Lestat ti fa ritornare giovane e stupido. E tendi a nutrirti dell’innocenza e dei sogni della catastrofe.
Quante volte, nel corso dei secoli, erano nate simili speranze che poi l’avevano lasciato ferito, addirittura distrutto? Anni prima aveva portato loro i filmati a colori del levar del sole, del cielo azzurro, delle piramidi egizie. Ah, quale miracolo! Davanti ai loro occhi scorrevano le acque del Nilo, inondate dal sole. Lui stesso aveva pianto per l’illusione perfetta; aveva persino temuto che il sole filmato gli facesse male, sebbene ovviamente sapesse che era impossibile. Ma il potere dell’invenzione era tale che lui poteva stare a guardare il sorgere del sole, come non l’aveva più visto dai tempi in cui era mortale.
Ma Coloro-che-devono-essere-conservati avevano guardato con ininterrotta indifferenza… o forse era meraviglia, una grande meraviglia indifferenziata che considerava motivo di fascino perenne persino le particelle di polvere sospese nell’aria.
Chi lo saprà mai? Erano vissuti per quattromila anni prima della sua nascita. Forse le voci del mondo rombavano nelle loro menti, tanto era acuto il loro udito telepatico: forse un miliardo di immagini mutevoli li rendeva ciechi a tutto il resto. Senza dubbio erano idee che avevano minacciato di farlo impazzire fino a che non aveva imparato a controllarle.
Aveva addirittura pensato di procurarsi strumenti medici moderni per chiarire la cosa, di fissare gli elettrodi alle loro teste per scoprire le emanazioni dei loro cervelli. Ma era stata troppo disgustosa l’idea di quegli apparecchi sgraziati e offensivi. Dopotutto erano il suo re e la sua regina, il Padre e la Madre di tutti. Sotto il suo tetto avevano regnato incontrastati per due millenni.
