
Quindi usciremo dai confini lirici e ristretti della prima persona singolare; e come hanno fatto mille scrittori umani balzeremo nella mente e nell’anima di «molti personaggi». Galopperemo nel mondo della «terza persona» e viaggeremo a cavallo della polifonia costruita dal «punto di vista multiplo».
Attenzione però: quando altri personaggi pensano o dicono di me che sono bello o irresistibile e così via, non crediate che sia stato io a mettere nella loro mente e sulle loro labbra queste parole. Non è vero! Riporto solo quanto mi è stato detto successivamente o quello che attinsi dai loro pensieri con infallibili poteri telepatici: non mentirei mai a questo proposito, come su qualunque altra cosa. Non posso evitare d’essere un demonio affascinante. Questa è la sorte che mi è toccata. Il mostro bastardo che fece di me ciò che sono, mi scelse per il mio bell’aspetto. Questo è quanto. Sono casi che capitano spesso.
Viviamo in un mondo di casi fortuiti, in cui solo i principi estetici hanno una coerenza e solo di questi possiamo essere sicuri. Lotteremo in eterno con la ragione e il torto, e ci sforzeremo di creare e mantenere un equilibrio etico; ma il brillìo della pioggia estiva sotto i lampioni o i grandi bagliori dell’artiglieria contro un cielo notturno… ecco, questa brutale bellezza è indiscutibile.
State certi: anche se ora vi lascio, ritornerò a vele spiegate al momento appropriato. La verità è che mi dispiace di non essere sempre il narratore in prima persona! Per parafrasare David Copperfield, non so se sono l’eroe o la vittima di questa vicenda. Ma in ogni caso, non dovrei prevalere? In effetti, sono io che la narro.
Ahimè, non si tratta solo del fatto che sono il James Bond dei vampiri. La vanità può attendere. Voglio farvi sapere cosa ci accadde veramente, anche se non lo crederete mai. Almeno nella narrativa, devo avere un po’ di significato e un po’ di coerenza, altrimenti perderò la ragione.
