
Sotto Jennifer si estendeva un prato di trifoglio, margherite e api, circondato da un corso d’acqua scintillante che si rompeva all’estremità nord in una cascatella. Al di là, le montagne si innalzavano nella foschia azzurra come cattedrali fumose. Il cielo si inarcava lattiginoso e leggermente dorato sull’orizzonte occidentale.
Will le disse piano: — Sei a casa.
Jennifer si guardò tutto attorno: casa, prato, montagne, cielo, paesaggio. Il suo volto non cambiò, ma lei chiuse gli occhi, per cogliere meglio la rabbia meticolosamente contenuta.
— Casa questa? Mai. Questo è soltanto un campo di battaglia.
Will annuì lentamente e sorrise, quindi entrarono tutti e due.
PARTE PRIMA
Novembre 2120 — Gennaio 2121
Se i desideri fossero cavalli, i mendicanti potrebbero cavalcare.
1
Eccola lì. Buttata su un marciapiede della Madison Avenue nell’enclave di Manhattan Est. Poteva sembrare un rametto caduto, sfuggito a un robot di manutenzione difettoso. Ma non si trattava di un rametto innaturalmente diritto, né di un coltello laser perduto, né di una linea nera tronca tracciata sull’asfalto nanoricoperto che non portava da nessuna parte. Era una siringa del Cambiamento.
Il dottor Jackson Aranow la prese in mano.
Vuota, nessuna possibilità di stabilire quanto tempo prima fosse stata utilizzata. La lega nera non arrugginiva, non si intaccava e non si rovinava. Jackson non riuscì a ricordare l’ultima volta che ne aveva vista una buttata a terra. Tre o quattro anni prima, forse. La rigirò fra le dita come una bacchetta, vi guardò attraverso come se fosse un telescopio e la puntò contro un edificio dicendo: — Bang.
