A Nessus, i ricchi vivono verso nord, dove le acque del Gyoll sono più pure, ed i poveri a sud, dove il fiume è sporco. Qui a Thrax, quel costume non era più osservato, sia perché l’Acis scorreva tanto rapido che gli escrementi di coloro che abitavano a nord (e che erano, naturalmente, la millesima parte di coloro che vivevano lungo le sponde settentrionali del Gyoll) non ne contaminavano quasi le acque, sia perché l’acqua pulita prelevata dalla cateratta veniva convogliata alle fontane pubbliche ed alle case dei ricchi per mezzo di acquedotti: in tal modo, non occorreva far ricorso al fiume se non quando erano necessari grossi quantitativi d’acqua, per scopi industriali o di lavanderia.

Così, a Thrax, la distinzione era data dall’elevazione: i più ricchi vivevano sui pendii più bassi e vicini al fiume, a breve distanza dai negozi e dagli uffici pubblici, da dove potevano con una breve passeggiata raggiungere i moli e spostarsi per tutta la lunghezza della città su caìcchi dai remi azionati da schiavi. Coloro che erano leggermente meno ricchi avevano le loro case un po’ più in alto, la classe media dimorava di solito ancora più su, e così via, fino a che i più poveri abitavano ai piedi delle fortificazioni sulla vetta delle colline, spesso in jacals di fango e canne, che potevano essere raggiunti solo per mezzo di una scala a pioli.

Avrei avuto modo in seguito di visitare qualcuno di quei luoghi miserevoli, ma, per il momento, rimasi nel quartiere commerciale, vicino all’acqua. Là, le strette strade erano talmente affollate di gente, che all’inizio pensai fosse in corso qualche festa, o che forse la guerra… che mi era parsa così remota mentre rimanevo a Nessus, ma che era divenuta sempre più incombente man mano che io e Dorcas viaggiavamo verso nord… era adesso tanto vicina da riempire la città di coloro che fuggivano dinnanzi ad essa.



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