— La giornata è stata buona, David?

— Non t'ho sentita entrare — rispose. — Hai il passo leggero come le piume dei cardi. C'è qualcosa che devo sapere, prima d'entrare nella tana del leone?

Lei scosse la testa. — Nessun leone, questa sera. Horace è quasi umano; più umano di così non può diventarlo. Oggi ci sono arrivate notizie: Gahan arriverà da Atene.

— Gahan mi piace poco — disse David. — È così professorale dalla cima dei capelli alla suola delle scarpe. E me la fa cadere dall'alto, la sua grande sapienza; mi fa sentire inutile.

— La stessa cosa vale anche per me — disse Enid. — Forse siamo inutili entrambi. Non so. Ma se tu e io siamo inutili, allora essere inutile mi piace.

— Anche a me — rispose David.

— Gahan, comunque, è simpatico a Horace, e se il suo arrivo riesce a rendere Horace sopportabile, la visita sarà una cosa positiva. Timothy è felicissimo. Gahan ha detto a Horace di avere un libro per Timothy; o meglio, qualche sorta di rotolo di pergamena, scritto da Ecateo.

— Eca…? — Non ne ho mai sentito parlare. Maschio o femmina?

— Maschio, e greco — disse Enid. — Ecateo di Mileto. Quinto o sesto secolo. Gli studiosi ritengono che Ecateo sia stato il primo a scrivere autentica prosa storica, a usare un metodo critico per separare i contenuti mitici da quelli storici. Gahan crede che il rotolo in suo possesso sia un libro sconosciuto, un'opera che era andata perduta.

— Se lo è davvero — disse David — allora per qualche tempo non vedremo più Timothy. Si chiuderà a chiave in biblioteca, e si farà portare laggiù i pasti. Ci metterà un anno ad arrivare alla fine del rotolo. E noi non lo avremo tra i piedi.



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