— Se si tratta di un'assenza temporanea — disse Horace — come nostro sorvegliante ci deve sempre informare. Inoltre ha con sé quella donna, Stella. Se non c'è lui, almeno lei ci deve rispondere.

— Sarà andata via con lui — disse Emma.

— Non deve andarsene con lui. La postazione deve sempre essere custodita da qualcuno.

— Secondo me — disse David — è poco consigliabile cercare di mettersi in contatto con lui. Come misura di sicurezza, dobbiamo sempre ridurre al minimo il numero delle comunicazioni.

— In questo segmento temporale — disse Horace — siamo gli unici a disporre di attrezzature cronologiche. Non c'è nessuno che ci possa intercettare.

— Non ne sono molto sicuro — disse David.

— Che differenza fa? — domandò Emma, cercando timidamente di mantenere la pace, come sua abitudine. — Non vedo perché dobbiamo litigare per queste cose.

— Quel tale, quel Martin, non parla quasi mai con noi — si lamentò Horace. — Non ci dice mai niente.

Timothy posò sul piatto coltello e forchetta, facendo più rumore del necessario. — Nonostante il fatto — disse — che non sappiamo niente di quell'uomo e che non ci fidiamo completamente di lui, può darsi che sappia quello che fa. Stai trasformando in un dramma una cosa senza importanza, Horace.

— Ho conosciuto lui e quella Stella — disse David — quando sono andato nel ventesimo secolo, a New York, alcuni anni fa, per procurarmi dei libri per Timothy. È stata quella volta — aggiunse, rivolto a Timothy — che ho portato anche il fucile e la doppietta per le tue collezioni.

— Bellissimi pezzi, tutt'e due — disse Timothy.

— Quel che non capisco — disse Emma, piccata — è perché li tieni sempre carichi. Non soltanto quei due, ma anche gli altri. Le armi cariche sono pericolose.

— Per completezza — disse Timothy. — Certo anche tu apprezzi la completezza. La munizione è una parte integrante del fucile. Senza munizione, un fucile è incompleto.



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