Fuori c’era un cartello con la scritta GARFIELD COURT e una serie di numeri di telefono. È entrato nel parcheggio e ha preso nota dei numeri, poi si è fermato al primo distributore per chiamare dal telefono pubblico. Sì, un appartamento libero c’era. Il proprietario, tale Benjamin P. Shupe, gli ha fissato un appuntamento per un’ora dopo.

“Non si può, non si può” diceva continuamente Shupe, seduto alla scrivania del suo ufficio al pianterreno, dove faceva un caldo spaventoso e non si respirava, anche per colpa dell’insopportabile profumo di cui lui si era cosparso. “L’aria condizionata non c’è. Se vuole, si può comprare un piccolo condizionatore. Ma questo è il periodo migliore dell’anno, la bella stagione. Non ce n’è mica bisogno.”

Benjamin P. Shupe sorrideva mostrando la dentiera bianchissima, che a Pogue fece venire in mente le piastrelle del bagno, e batteva l’indice grassoccio sul piano della scrivania. Aveva un anello con tanti brillantini.

“Guardi, lei è fortunato. In questo periodo dell’anno c’è sempre un sacco di gente. Sa che ho dieci persone in lista d’attesa per l’appartamento che vuole lei?” Ha fatto un gesto con il braccio per mostrargli che aveva il Rolex d’oro, ignaro del fatto che gli occhiali scuri di Pogue non erano da vista e i suoi lunghi capelli neri erano in realtà una parrucca. “Fra due giorni qui davanti avrò la coda. Guardi, a darle l’appartamento a questa cifra ci rimetto.”

Pogue ha pagato in contanti, senza bisogno di documenti, caparre o altre garanzie. Fra tre settimane dovrà pagare l’affitto di gennaio, di nuovo in contanti, se deciderà di tenere la sua seconda casa a Hollywood. Ma è un po’ presto per sapere che cosa farà, dopo Capodanno.

«Troppe cose da fare, troppe cose da fare» borbotta sfogliando un dépliant di pompe funebri, poi se lo posa in grembo e guarda fotografie di urne che conosce a memoria. La sua preferita continua a essere quella in peltro, a forma di libro con una penna d’oca fra le pagine. Nella sua mente, è un libro di Edgar Allan Poe, lo scrittore di cui porta il nome. Si chiede quante centinaia di dollari potrà mai costare quell’urna tanto elegante e medita se telefonare al numero verde.



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