
“Non sono mai stato nel Mississippi” è stato il commento di Marcus, che forse voleva dire che non gliene fregava niente né del morto impiccato né di nessuna tragedia che non lo riguardasse personalmente. Ma Kay Scarpetta non lo stava ascoltando e non capiva.
“La aiuterei volentieri” gli ha detto aprendo una bottiglia di olio extravergine di oliva non filtrato, che non aveva nessuna necessità di aprire. “Però non credo che sia una buona idea.”
Era arrabbiata, ma non voleva ammetterlo con se stessa e passeggiava per la sua bella cucina allegra e attrezzatissima, con gli elettrodomestici in acciaio inossidabile e i piani di granito, guardando dalla finestra la Intracoastal Waterway. Era arrabbiata di non andare ad Aspen, ma le seccava ammetterlo. Era arrabbiata, arrabbiatissima, ma non voleva essere scortese con Marcus ricordandogli che fino a qualche tempo prima aveva ricoperto lei la sua carica e che, quando l’avevano mandata via, aveva deciso di non mettere mai più piede a Richmond. Però Marcus stava zitto e lei ha dovuto spiegargli che il suo trasferimento non era stato propriamente amichevole, come lui senz’altro sapeva.
“È passato molto tempo, Kay” le ha fatto notare allora. Lei era stata abbastanza rispettosa e professionale da chiamarlo dottor Marcus e da dargli del lei: come si permetteva quel villano di chiamarla per nome? Si è offesa, ma poi si è detta che probabilmente lui voleva solo essere cordiale e amichevole, che non doveva essere ipersensibile e negativa: possibile che la gelosia la spingesse a essere tanto prevenuta nei suoi confronti? In fondo, che cosa c’era di male a chiamarla Kay? si disse. E, ancora una volta, non aveva dato retta al proprio istinto.
