«Lei mi lusinga un po’ troppo», rispose Isaac Newton, schermendosi.

«Secondo me, lei non tiene abbastanza conto di un problema che i governanti devono sempre affrontare: quello di ottenere informazioni obiettive, senza pregiudizi.»

«Posso rendermene conto.»

«Ecco, vede, è impossibile governare meglio di quanto la qualità delle informazioni che uno riceve lo consenta. Beve uno sherry?»

«Da quanto ho saputo lei deve affrontare una colazione speciale.»

«Qatar. Islam. Niente alcool.»

«In tal caso accetto uno sherry secco, grazie.»

Il Primo Ministro si avvicinò a un armadietto e riempì due bicchieri dicendo: «Quelli possiedono più di un quarto di tutto il metano esistente al mondo».

«Chi? Il Qatar?»

Il Primo Ministro si avvicinò con il bicchiere in mano.

«Una cosa sbalorditiva, eh? Più di un quarto di tutto il metano del mondo riunito in un paese minuscolo come il Qatar.»

«Come pensano di distribuirlo nel resto del mondo?»

«La cosa migliore sarebbe un metanodotto verso il Mediterraneo. Poi, verso l’Europa. Questo consentirebbe alle industrie europee di andare avanti per molto tempo senza interferenze da parte del blocco orientale, il che è perfettamente in accordo con la sua relazione, non è così?»

«Come sarebbe a dire?» chiese Isaac Newton sorseggiando lo sherry.

«Beh, se noi e i francesi dovessimo rinunciare al deterrente nucleare in seguito a una soluzione nella lotta tra le superpotenze, nulla potrà impedire che l’Europa venga ricattata a fondo. Non già dalle superpotenze, in questo caso, bensì da qualsiasi stronzetto con la pretesa di aver accesso alla tecnologia nucleare. Francamente devo dire che detesto gli stronzetti.»

Come sotto l’impulso di un radiocomando, il Primo Ministro si precipitò a un tratto verso l’armadietto, afferrò una bomboletta e cominciò a spruzzarne il contenuto nell’aria con tale abbondanza che Isaac Newton coprì istintivamente con il palmo della mano il proprio bicchiere.



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