«Ah!» esclamò il Primo Ministro, e fu quasi un grido. «Una mosca. Odio le mosche. Arrivano qui da chissà dove. Dalla piazza d’armi della Guardia Reale a cavallo, immagino. Stava dicendo?»

«Io nulla. Era lei che stava parlando del Qatar.»

«Già, il Qatar», assentì il Primo Ministro, rimettendo la bomboletta dell’insetticida nell’armadietto e ritornando con la caraffa dello sherry. «Ma, tanto per cambiare argomento: credo che lei abbia ricevuto un’offerta da Cambridge.»

«Sì, mi è stata offerta la cattedra di Cavendish», rispose Isaac Newton senza far capire che cosa ne pensava.

«Spero che accetterà.»

«A esser sincero, pensavo di no.»

Il Primo Ministro si fece avanti con la caraffa e riempì il bicchiere di Isaac Newton aggrottando lievemente le sopracciglia. «Che peccato! Visto che lei è così franco, posso dirle altrettanto francamente cosa ne penso?»

«Naturalmente.»

«Mi rendo conto che il CERN le offre le migliori possibilità di affermazione nel suo campo, un campo che richiede tanti soldi…»

«Il top quark costa molto, questo è certo.»

«Il top quark?»

«La particella che in questo momento tutti stanno cercando.»

«Capisco. Beh, il successo da lei conseguito al CERN è quello che tutti speravamo quando, trent’anni fa, l’iniziativa cominciò a prendere forma. Comunque, bisogna sempre ricordare che sono le nazioni contribuenti come la Gran Bretagna quelle che tengono in piedi il CERN.»

Isaac Newton ebbe un sorriso non proprio divertito.

«Lei vuol dire con questo che le persone come me, impegnate nel CERN, dovrebbero offrire qualcosa in cambio? Per esempio: accettare una cattedra quando questa viene offerta?»



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