«Chi investe un capitale si aspetta sempre un certo profitto.»

Isaac Newton decise di prendere il toro per le corna e indicò con il dito il sottile raccoglitore blu, dicendo con un sorriso: «Potrei fare osservare che questa mia relazione…»

«… costituisce una sorta di profitto? Può farlo osservare e io sarei d’accordo con lei. In privato. Ciò che non posso fare è di prendere atto pubblicamente della sua relazione.»

«Perché no, signor Primo Ministro?»

«Perché tra noi non esiste alcun canale di comunicazione», fu la risposta inattesa del Primo Ministro.

«In tal caso, come dovrebbe ottenere informazioni? Voglio dire, su qualsiasi cosa?» chiese Isaac Newton, mostrando tutta la sua sorpresa.

Il Primo Ministro sorrise senza allegria. «Tramite l’amministrazione dello Stato o con l’aiuto di comitati di ricerca ufficialmente costituiti con l’approvazione del Parlamento.»

«Mi sembra ragionevole, sotto un certo punto di vista.»

«Sì, è una procedura che tiene lontani i ciarlatani e i gabbamondo. Con questo non voglio dire, naturalmente…»

Congratulandosi per aver eluso la questione della cattedra a Cambridge, Isaac Newton si affrettò a dire: «Posso capire anche questo. Ma non esiste così il pericolo che lei venga manipolato? Chiedo scusa se sono così esplicito».

Il Primo Ministro si scosse.

«Lei può essere esplicito finché vuole. Effettivamente «sono soggetto» a manipolazioni. Qualsiasi primo ministro ne è vittima. E’ per questo che i manipolatori si mettono a strillare come dannati quando non seguo lo schema. E’ per questo che il Foreign Office protesta a squarciagola contro la sua relazione. Secondo il ministero degli Esteri si tratta di un documento che esce dal seminato. A proposito: perché lo ha mandato con la valigia diplomatica?»

«Perché non pensassero che sarei venuto a Londra.»

«Gran Dio! Lei è sospettoso quanto me.



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