«… Di nuvole ne abbiamo abbastanza per conto nostro, e quindi possiamo fare a meno di quelle del cielo.» Questa volta il mormorio della folla conteneva una nota di irritazione. «Il governo ha preordinato ogni cosa in modo da non lasciarci più lavorare, abili o inabili che siamo, e ci ha assegnato quel minimo, insultante, misero sussidio col quale, a quanto pare, noi dobbiamo sopravvivere; e nello stesso tempo fa in modo che quel denaro perda valore ogni anno, ogni mese, ogni giorno.»

«Ecco il primo che va,» disse Andy indicando un uomo dietro la folla caduto in ginocchio tenendosi il petto. Andy stava per lanciarsi, ma Steve lo trattenne.

«Lascia fare a loro,» disse indicando i due medici che già si muovevano. «Attacco di cuore o colpo di sole. Non sarà certo l'ultimo. Vieni, facciamo circolare la gente.»

«… una volta ancora siamo chiamati ad unirci… le forze che ci mantengono in stato di povertà, di fame, dimenticati da… i costi in ascesa che hanno spazzato via…»

Non pareva vi fosse alcun nesso tra la figura minuta in piedi laggiù sul podio, e la voce che rimbombava intorno a loro. I due investigatori si separarono e Andy si fece largo lentamente tra la folla.

«… noi non accetteremo una soluzione di ripiego, una condizione di seconda, di terza o di quarta categoria, com'è ora la nostra. E neppure ci accontenteremo di un angolino sudicio del focolare per potervi sonnecchiare e morire di fame. Il nostro gruppo è un elemento vitale, anzi, dirò di più, l'elemento vitale della popolazione, un capitale di anni d'esperienza, di scienza, di senno. Che City Hall, che Albany, che Washington facciano pure… Ma attenzione! Quando conteranno i voti si accorgeranno che…»

Ondate di parole si infrangevano sul capo di Andy, ma lui non vi badava.



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