
Stringeva sul petto una scatola bianca di polpette di soylent e Andy poté solo tentare di allungare il braccio e niente altro. Il ragazzo lo guardò, non vide nulla, volse lo sguardo altrove e piegandosi in due per nascondere il suo pacco, cominciò a strisciare a lato della folla, contro il muro, aprendosi una strada con il suo corpo esile. Poi furono visibili solo le gambe con i muscoli tesi come se lottasse contro una marea contraria, i piedi a metà fuori dei sandali risuolati con gomma da copertoni. Sparì e Andy lo dimenticò. Tentò di raggiungere la vetrina rotta e si affiancò al poliziotto dalla camicia a brandelli che lo aveva preceduto. Il poliziotto fece roteare il suo bastone sulle mani annaspanti e riuscì a liberare uno spazio. Andy fece altrettanto e colpì abilmente un saccheggiatore che tentava di fuggire passando fra loro due. Poi ne respinse il corpo dentro la vetrina, mentre i pacchi si sparpagliavano all'intorno. Le sirene cominciarono ad ululare e una schiuma bianca si alzò al disopra della folla mentre gli autocarri attrezzati cominciavano a farsi strada con i potenti getti dei loro idranti.
CAPITOLO SECONDO
Billy Chung riuscì a far sparire il contenitore di plastica con le polpette di soylent sotto la camiciola. Bastava piegarsi in due che non lo si notava nemmeno. Poté muoversi ancora per un po'; poi la calca fu talmente densa che riparò contro il muro, respingendo la foresta di gambe che lo urtavano e che gli schiacciavano il viso contro il tiepido muro di mattoni. Non tentava neanche di muoversi. Un ginocchio lo colpì sul lato destro del capo e lo intontì quasi del tutto. La prima cosa di cui fu poi conscio fu un getto di acqua fredda sul dorso. Gli idranti per disperdere la folla erano arrivati. Una colonna d'acqua gli passò addosso inchiodandolo al muro e continuò la sua corsa. La spinta della folla era diminuita ora ed egli si rialzò, tremante, guardandosi intorno per vedere se nessuno avesse notato l'involto nascosto; no, nessuno lo aveva notato.