
Hai appena raggiunto la trentina, diceva fra sé, e ti si vedono delle rughe intorno agli occhi. E il tuo naso è troppo grande. Ti ricordi dello zio Brian che diceva sempre del tuo naso che era così grande perché c'era del sangue gallese in famiglia? E quei canini sono troppo sporgenti, quando ridi somigli un po' ad una iena. Ah! Sei un bel diavolo davvero, caro il mio Andy Rusch! Lo sai da quanto tempo non sei stato con una donna? Si diede un'occhiataccia, poi andò a prendere un fazzoletto per soffiarsi il naso, il suo maestoso naso gallese.
Nel cassetto c'era solo un paio di mutande pulite e se le mise. Ecco un'altra cosa cui doveva pensare in giornata: fare un po' di bucato. L'ululato del motore continuava a farsi sentire nella stanza accanto. Andy spinse la porta di comunicazione.
«Finirai per farti venire un attacco alle coronarie, Sol,» 'disse al vecchietto dalla barba grigia, arrampicato su una bicicletta fissa, senza ruote. Pedalava con tale ardore che il sudore gli colava sul petto e inzuppava l'asciugamano legato intorno ai lombi.
«Macché!» riuscì a spiccicare Solomon Kahn, pedalando di lena. «Faccio questo esercizio ogni giorno da tanti anni che il mio cuore ne sentirebbe la mancanza se smettessi. E niente colesterolo nelle arterie, perché le risciacquo accuratamente con l'alcool. Niente cancro ai polmoni perché non posso permettermi il lusso di fumare, anche se lo volessi, e io non voglio. E all'età di settantacinque anni, niente prostata perché…»
«Sol, ti prego, risparmiami i particolari, a stomaco vuoto. Mi puoi dare un cubetto di ghiaccio?»
«Prendine due, oggi fa caldo. E non lasciare la porta aperta troppo a lungo.»
