
Andy apri il piccolo frigorifero appoggiato al muro, tirò fuori in fretta il contenitore in plastica della margarina, poi il cassetto del ghiaccio e fece guizzare due cubetti direttamente nel bicchiere, poi sbatté la porta. Riempì il bicchiere con l'acqua del serbatoio murale e lo mise sul tavolo accanto alla margarina. «Hai già mangiato?» chiese a Sol.
«Mangerò con te. Quell'aggeggio a quest'ora dovrebbe essere carico.»
Sol si fermò di pedalare, l'ululato diminuì, divenne un gemito, poi cessò. Tolse i contatti del generatore elettrico collegato all'asse della ruota posteriore, e con cura arrotolò il filo riponendolo sulle quattro batterie d'automobile allineate, appese al muro sopra il frigorifero. Dopo essersi asciugato le mani sulla pezzuola sporca annodata alla polinesiana, avvicinò al tavolo un sedile d'auto proveniente dalla demolizione di una vecchia Ford 1974 e si sedette di fronte ad Andy.
«Ho sentito il notiziario delle sei,» disse. «Gli Anziani stanno organizzando un'altra marcia di protesta davanti al palazzo della Previdenza. Lì sì che ne vedrai, dei begli attacchi alle coronarie!»
«No, grazie a Dio. Io sono di turno solo alle quattro e Union Square non fa parte del mio distretto.» Aprì la scatola del pane, prese una fetta biscottata rossa, larga un palmo, e spinse la scatola verso Sol. Spalmò la margarina con parsimonia e al primo morso arricciò il naso: «Credo che questa margarina sia rancida.»
«Come fai ad accorgerti?» brontolò Sol, addentando anche lui uno di quei crackers. «In primo luogo, tutto ciò che è fabbricato con olio di motori e grasso di balena sa di rancido.»
«Tu ragioni come un naturista,» disse Andy, mandando giù il suo cracker con un sorso di acqua fredda. «I grassi derivati dai petrolchimici non hanno alcun sapore e sai benissimo che di balene non ce ne sono più al mondo e quindi non c'è più olio di balena da usare. Questo non è altro che un buon olio di alga clorella.»
