FIGLIO: Sta mettendo qualcosa nel mulino-a-parole, papà. Una cosa nera e rotonda.

PADRE (senza guardare): Lo sta oliando o forse mette un transistor nuovo o sta facendo qualcosa che deve fare a quel mulino-a-parole. Ora, forse non crederai a quello che sta per dirti tuo padre, ma è tuo padre che te lo dice. Prima che inventassero i mulini-a-parole…

FIGLIO: La macchina sta fumando, papà.

PADRE (sempre senza guardare): Non interrompermi. Probabilmente quella signora ha rovesciato un po’ d’olio o qualcosa di simile. Prima che inventassero i mulini-a-parole, gli scrittori scrivevano veramente i romanzi e i racconti! Dovevano dare la caccia…

FIGLIO: La scrittrice corre via, papà.

PADRE: Non interrompermi. Dovevano dare la caccia, nella loro memoria, a ogni parola d’un racconto o di un romanzo. Doveva essere…

FIGLIO: Sta ancora fumando papà. E ci sono delle scintille.

PADRE: Ti ho detto di non interrompermi. Doveva essere una fatica spaventosa, come costruire le piramidi.

FIGLIO: Sì, papà. Sta ancora…

BUM! Il mulino-a-parole di Gaspard fiorì, con un rumore assordante, in una esplosione. Padre e figlio furono investiti dalla massima potenza dello scoppio e furono trasformati in pezzetti di stoffa turchese e di opali. Uscirono senza dolore dall’esistenza, vittime casuali di una strana rivolta. L’incidente nel quale perirono fu uno dei molti che si ripeterono in molti edifici vicini, fortunatamente con un numero minore di morti.

Per tutto il Viale del Lettorato, che qualcuno chiama Strada dei Sogni, gli scrittori stavano fracassando i mulini-a-parole.



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