Sotto l’influenza della mescalina ha rivissuto le infami esistenze di cinque procuratori di femmine parigini. Ha trascorso quasi tre anni in una clinica per malati di mente, e per due volte ha tentato di uccidere a percosse un’infermiera. Come perfetto subacqueo nella tradizione immortale del suo compatriota capitano Cousteau, ha assistito ai sadici riti sessuali sottomarini dei sirenidi di Venere. Gaspard de la Nuit ha scritto Passaporto per la passione in due giornate e un terzo, su un Dominatore di Parole dell’Editrice Razzi fornito di Avverbi Fluttuanti e di Iniezione di Suspense a Cinque Secondi. Ha revisionato il romanzo in un Superjuicer della Simon. Per gli straordinari risultati conseguiti nella confezione della prosa, de la Nuit è stato premiato dal Presidio degli Editori con un viaggio di tre notti nell’antica Manhattan Esotica Inferiore. Ora sta raccogliendo materiale per il suo secondo romanzo che, ci dice, sarà intitolato Abbraccio ai peccatori”.

Gaspard conosceva a memoria quelle parole e sapeva anche che erano assolutamente false, se si eccettuava il fatto che la mulinatura del polpettone sessuale gli aveva richiesto sette turni. Non aveva mai lasciato la Terra, non aveva mai visitato Parigi, non aveva mai praticato sport più strenui del ping-pong, non aveva mai avuto un lavoro più esotico di quello di commesso in un grande magazzino, e non aveva mai avuto neppure la più lieve e trascurabile psicosi.

In quanto a “raccogliere materiale”, ecco, il suo ricordo più vivido di quella seduta in cui aveva fatto la stereografia per il volumetto erano le accecanti stereoluci e la modella lesbica che si lamentava continuamente del suo fiato pesante e faceva mosse invitanti con il suo torso snello e irrequieto verso la fotografa che era un tipo piuttosto mascolino. Naturalmente adesso c’era Heloise Ibsen, e Gaspard doveva ammettere che contava almeno per tre donne.



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