
Valona non sapeva che leggere e scrivere e quel tanto di tecnologia industriale che le consentiva di manovrare le macchine dell’opificio, ma sapeva pure che non tutti erano così limitati. C’era il Borgomastro, naturalmente, il cui grande sapere era così prezioso per tutti loro. Di quando in quando poi giungevano in visita di ispezione i Signori. Da vicino non li aveva mai visti ma una volta, durante un giorno di festa, aveva visitato la città e in lontananza aveva veduto un gruppo di persone incredibilmente meravigliose. Ogni tanto era concesso ai lavoratori di ascoltare quel che diceva la gente istruita. Parlavano in modo diverso, più scorrevole, con parole più lunghe e intonazioni più dolci. Così aveva incominciato a parlare anche Rik a mano a mano che la memoria migliorava.
Le sue prime parole l’avevano spaventata. Le erano giunte improvvise, dopo che aveva a lungo pianto per un mal di testa. Sin da allora aveva temuto che potesse ricordare troppe cose e che la lasciasse. Lei non era che Valona March. La chiamavano la Grossa Lona. Non si era mai sposata, né mai si sarebbe sposata. Una ragazzona grande e grossa come lei, dalle mani arrossate dal lavoro, non poteva sposarsi. Doveva accontentarsi di guardare scontrosa e risentita i giovani che la ignoravano alle feste, durante i giorni di riposo. Ma quando era venuto Rik le era parso di aver trovato un bambino. Doveva essere nutrito e curato, bisognava portarlo fuori al sole e curarlo quando quegli atroci mali di testa lo torturavano.
I ragazzi solevano correrle dietro ridendo e urlando: «Lona ha trovato un amico! La Grossa Lona ha trovato un amico matto. L’amico di Lona è un Rik.»
Più tardi, quando Rik fu in grado di camminare da solo ed era uscito solo per le strade del villaggio, si erano messi a girargli intorno, strepitando e schernendolo per il piacere meschino di vedere un uomo adulto coprirsi gli occhi impaurito e ritrarsi, incapace di rispondere ai loro insulti se non con piagnucolii. Quante volte Lona era uscita di casa come una furia, minacciandoli coi pugni.
