
— Emergenza priorità alfa-tre-due!
Alfa-tre-due era un codice erthuma usato di rado: significava che un’astronave era sotto la minaccia di un attacco nello spazio. Beynes non aspettò che Francisco ricordasse le proprie responsabilità né gli diede il tempo di rispondere in codice. — Ahmad, parla Beynes! Riferire la situazione!
— Uno scafo locriano è appena uscito dall’iperspazio sopra la superficie del pianeta! Stessa orbita, distanza quattrocento chilometri, in avvicinamento! Ripeto, abbiamo uno scafo locriano vicino!
Beynes raggelò. Una nave locriana che usciva dall’iperspazio a così breve distanza da un pianeta? Era una manovra quasi suicida, che il comandante di una nave avrebbe rischiato solo se… no! — Segnalare intenzioni amichevoli!
— gridò. — Ahmad, segnalare intenzioni amichevoli!
Una pausa. In sottofondo, Beynes sentì degli allarmi e delle voci confuse che gridavano a bordo del mercantile in orbita. — Nessuna risposta ai segnali amichevoli sui canali standard, Arne! Distanza duecento chilometri, in avvicinamento…!
D’un tratto la voce di Francisco s’inserì nella comunicazione. — Timoniere, preparare le armi e sparare! — urlò. — Ripeto, preparare tutte le armi e sparare!
— No! — gridò Beynes nel comunicatore, guardando istintivamente il cielo azzurro velato di foschia sopra la città. — Annullare l’ultimo ordine, Ahmad! Ripeto, non…!
All’improvviso attraverso l’auricolare si udì uno sqqquuaa-aauunnkkkk!: il rumore inconfondibile di un impulso elettromagnetico provocato da un’esplosione nucleare. Un attimo dopo, una supernova in miniatura brillò all’orizzonte a ovest.
— Ahmad! — gridò Beynes. — Capital Explorer, parla Beynes, per favore rispondete! Ahmad!
