Molto spesso, però, gli abitanti di Wolf cadevano in un limbo tra quegli estremi. Fu in uno dei numerosi slum attorno ai cantieri navali di Hellsgate che il primo ufficiale del Capital Explorer Arne Beynes trovò un individuo appartenente a tale categoria, un cieco di nome Sedric…

— Hai detto che avevi una bottiglia per me — disse Sedric, aprendo con una spinta la porta della propria baracca. Era una richiesta più che una domanda. Il vecchio girò a tastoni attorno al tavolo rotondo al centro dell’unica stanza del tugurio di lamiera, mentre Beynes si fermava sulla soglia cercando di vedere qualcosa nell’oscurità.

La baracca puzzava di sporcizia, di liquore scadente e di feci. Beynes era restio ad accomodarsi, sempre che ci fosse un’altra sedia oltre a quella occupata da Sedric. — Se vuoi la luce, dovrai trovartela da solo — disse Sedric. — A me non serve molto. — Rise, come se fosse la miglior battuta della galassia; la risata staccò dai polmoni un altro grumo di catarro, che Sedric espettorò, sputando lì accanto senza tanti indugi. A Beynes sembrava che il tragitto percorso dal bar dove aveva trovato Sedric fosse stato segnato dagli scaracchi di quel relitto umano.

Nel chiarore fioco proiettato oltre la soglia dall’insegna di un locale di spogliarello sul lato opposto della strada, Beynes scorse una cordicella che penzolava dal basso soffitto. La strinse e la tirò; un debole bagliore si sprigionò da una lampadina spoglia usata di rado. Illuminata, la casa di Sedric era ancor più disgustosa: un materasso senza lenzuola né coperte, un armadietto rotto che conteneva scatolette di cibo scadente, un terminale sgangherato di computer con lo schermo del monitor sfondato, un lavandino pieno di piatti putridi, e — particolare incongruo — un vecchio poster di un quadro di Deschenes fissato alla porta semiaperta del bagno. Accanto al tavolo, comunque, c’era uno sgabello che aveva un aspetto abbastanza decente e sicuro.

Sedric mosse leggermente la testa mentre Beynes spostava lo sgabello e si sedeva. — Okay, hai trovato la luce e l’altra sedia— gracchiò. — Allora, dov’è la bottiglia?



3 из 268