
Beynes non capiva. — Appartiene a una delle altre cinque razze? — Sedric annuì. — Allora sanno già di quel pianeta… — Sedric scosse la testa. — Ma se è territorio loro, devono per forza…
— No — disse Sedric perentorio. — I… ehm, quelli della razza di cui stiamo parlando, non sanno cos’hanno per le mani, e non visitano quel posto abbastanza spesso da scoprirlo. Quindi è là che aspetta, a completa disposizione, ed è inutile che ti ricordi quanto valgono oggigiorno le informazioni riguardo gli ex-gi. — Incrociò le braccia sul torace striminzito e si appoggiò allo schienale della sedia. — Gratis non ti dico altro, primo ufficiale. — Nonostante l’ubriachezza, Sedric sembrava avere assunto un’aria di assoluta credibilità. — Il resto lo saprai solo quando scucirai i soldi.
Beynes cominciò ad avvicinare lentamente la destra all’arma.
— Scordatelo — fece Sedric. — Come ho detto, non scoprirai nulla se mi disintegri il cervello.
Digrignando i denti frustrato, Beynes ritrasse adagio la mano dal disintegratore. — Quanto?
Sedric trattenne il respiro.
— Cinquantamila. Qui, subito.
— Batté la mano sul tavolo. — In contanti. E non dirmi che devi andare a prenderli sulla nave. I primi ufficiali girano sempre con somme del genere addosso per pagare la cauzione ai membri dell’equipaggio che si cacciano nei guai quando sono in franchigia.
— Sei pazzo. — Beynes spinse subito indietro lo sgabello e si alzò.
