Lo avevano proprio sotto il naso, e se lo sono lasciati sfuggire. Branco di stupidi… — Sedric scosse il capo e riprese la bottiglia di whiskey. — In pratica è appena dietro l’angolo. La tua nave può arrivarci in un paio di giorni. — Tracannò un’altra sorsata di whiskey, sospirò e tornò a posare la bottiglia sul tavolo. — Ma ti darò un’informazione gratis. Dovrete violare qualche legge per raggiungerlo. È off-limits per gli Erthumoi, perché è territorio di qualcun altro. Okay? Mi sembra giusto dirtelo prima che concludiamo l’affare.

Beynes non capiva. — Appartiene a una delle altre cinque razze? — Sedric annuì. — Allora sanno già di quel pianeta… — Sedric scosse la testa. — Ma se è territorio loro, devono per forza…

— No — disse Sedric perentorio. — I… ehm, quelli della razza di cui stiamo parlando, non sanno cos’hanno per le mani, e non visitano quel posto abbastanza spesso da scoprirlo. Quindi è là che aspetta, a completa disposizione, ed è inutile che ti ricordi quanto valgono oggigiorno le informazioni riguardo gli ex-gi. — Incrociò le braccia sul torace striminzito e si appoggiò allo schienale della sedia. — Gratis non ti dico altro, primo ufficiale. — Nonostante l’ubriachezza, Sedric sembrava avere assunto un’aria di assoluta credibilità. — Il resto lo saprai solo quando scucirai i soldi.

Beynes cominciò ad avvicinare lentamente la destra all’arma.

— Scordatelo — fece Sedric. — Come ho detto, non scoprirai nulla se mi disintegri il cervello.

Digrignando i denti frustrato, Beynes ritrasse adagio la mano dal disintegratore. — Quanto?

Sedric trattenne il respiro.

— Cinquantamila. Qui, subito.

— Batté la mano sul tavolo. — In contanti. E non dirmi che devi andare a prenderli sulla nave. I primi ufficiali girano sempre con somme del genere addosso per pagare la cauzione ai membri dell’equipaggio che si cacciano nei guai quando sono in franchigia.

— Sei pazzo. — Beynes spinse subito indietro lo sgabello e si alzò.



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