
Colyns: O qualcuno disposto a correre il rischio, per essere più precisi. È risaputo che i Locriani avevano rivendicato il possesso di Epsilon Indi II. Quando la Gilda ha messo a punto i nostri accordi commerciali con loro, i Locriani sono stati molto espliciti in proposito, dato che quel sistema stellare si trova ad appena undici anni luce dalla Vecchia Terra. Dal momento che in quel sistema non c’era molto che interessasse agli Erthumoi…
Beynes: La Gilda Diplomatica è stata felicissima di accontentare i Locriani. Lo so.
Colyns: Allora dovrebbe anche conoscere il motivo dell’insistenza dei Locriani. Quel pianeta ha una notevole importanza spirituale per una delle principali religioni locriane, quella dei Pellegrini Lontani. Lo considerano un mondo sacro, un luogo santo fonte di tutta la saggezza e la conoscenza. Durante il nono mese di ogni anno planetario, dei membri dei Pellegrini Lontani compiono un’egira, un pellegrinaggio, e raggiungono Epsilon Indi II, dove meditano e pregano. Per questo motivo i Locriani volevano che il pianeta rimanesse inviolato da parte degli Erthumoi.
Beynes: Certo. Ecco perché il mio informatore l’ha chiamato Mecca. Qualcosa che ha a che fare con una religione della Vecchia Terra, credo. Ma sai perché i Locriani considerano Epsilon Indi II un mondo sacro?
Colyns: I Pellegrini Lontani non parlano della loro fede con nessuno, ne parlano di rado perfino con gli altri Locriani, a quanto ci risulta. Anche il nome che danno al pianeta è noto solo a loro. Fino all’arrivo del Capital Explorer, gli Erthumoi non avevano mai messo piede su Epsilon Indi II Ma lei dice di avere sentito parlare della presenza di manufatti extragalattici… Beynes: È per questo che siamo andati là, certo.
