"La fama è lo sprone" recitò nel silenzio dei propri pensieri. Com'era dopo? "Quell'ultimo morbo della nobile mente… Disdegnare i piaceri, e vivere giorni laboriosi."

Sì. Quello poteva spiegare l'insoddisfazione che le sue antenne, ancora sensibili, avevano captato. E d'improvviso ricordò che l'immenso arcobaleno che univa l'Europa all'Africa veniva quasi sempre chiamato Il Ponte… A volte il Ponte di Gibilterra… Ma mai il Ponte di Morgan.

"Ad ogni modo" si disse Rajasinghe, se siete in cerca di fama, dottor Morgan, qui non la troverete. E allora perché mai, in nome di mille 'yakkas', siete venuto nella mia piccola, tranquilla Taprobane?"

3

Le fontane

 Per giorni, elefanti e schiavi si erano torturati sotto il sole impietoso, trasportando l'interminabile catena di secchi lungo la faccia del dirupo. — Siete pronti? — aveva chiesto il Re, di tanto in tanto. — No, Maestà — aveva risposto il sovrintendente ai lavori — il serbatoio non è ancora pieno. Ma domani, forse…

Finalmente era giunto domani, e ora l'intera corte era radunata nei Giardini del Piacere, sotto tende di stoffa dai colori vivaci. Al Re facevano fresco grandi ventagli, agitati da supplicanti che avevano pagato il ciambellano per quel privilegio rischioso. Era un onore che poteva condurre alla ricchezza, o alla morte.

Tutti gli occhi erano puntati sulla Montagna, e sulle minuscole figure che si muovevano sulla sua cima. Venne agitato uno stendardo; molto più in basso, un corno risuonò brevemente. Alla base del dirupo, gli operai mossero freneticamente le leve, tirarono le corde. Eppure, per lungo tempo non successe niente.

Sulla faccia del Re cominciò ad apparire una ruga, e L'intera corte tremò.



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