Perciò dopo la cena Collura e la signora Agata potevano restarsene tanticchia a chiacchierare. Collura, notato il cangiamento, aveva un core d’asino e uno di leone: avrebbe voluto spiare alla signora cosa le stesse capitando, ma, per ritegno, non si arrisolveva a farlo. Una sera, pigliato coraggio, fu la signora Agata che s’addecise a confidarsi. Non fece preamboli, andò dritta all’argomento.

«Dottor Collura, credo che mio marito mi tradisca.»

«Nel Texas?»

«No, qui, sulla nave.»

Cecè ammammalucchì, la taliò a bocca aperta, non arriniscì più a spiccare parola.

«Perché mi guarda così? Può succedere, sa, dopo trent’anni di matrimonio. Del resto, Bill è un gran bell’uomo.»

Cecè, a causa delle ultime parole della signora, continuò ad ammammalucchire. È vero che l’amore è cieco, come si usa dire, ma è macari vero che trovi sempre qualcuno pronto a farti tornare la vista. Possibile che nessuno nei due continenti avesse mai fatto notare alla signora Agata che suomarito stava a mezzo tra la razza umana e la razza equina? Bastava taliargli identi, lunghi, gialli, sporgenti, come gettava le gambe quando caminava, come pigliava fiato dalle froge, come invece di ridere nitriva. Però poteva darsi che una fimmina, considerando il portafoglio di McGivern, si fosse persuasa che quell’omo non era certo Apollo, ma poco ci fagliava.

«Ne sono ancora così innamorata!» – fece la signora Agata sospirando e diventando una vampa di foco per la vergogna – «Ci siamo sposati che lui non aveva che dieci dollari in tasca. Si è fatto da sé, sgobbando senza un giorno di riposo. Non ci siamo mai lasciati. E ora…» Soffocò un singhiozzo. Cecè Collura si scantò che quella si mettesse a piangere a vista di tutti.

«Facciamo due passi.»

Niscirono sul ponte affollato, la sirata invogliava a stare all’aria aperta. Passiarono in silenzio per un quarto d’ora, poi la signora Agata taliò il ralogio e disse:



24 из 53