
Nella notte precedente l’arrivo nel porto che rappresentava la tappa conclusiva della crociera, il centralinista ricevette una chiamata per la signora Gemma. Era da poco passata la mezzanotte, il centralinista rimase stupito: l’unico a telefonare alla signora era il marito, puntualmente, ogni mattina alle nove. Macari questa volta riconobbe la voce del luminare, ma rispose come gli era stato ordinato di rispondere: «La signora non vuole che le si passino telefonate dalle 10 di sera alle 9 del mattino». «Sono il marito, non faccia storie. È una faccenda urgente.» Il centralinista provò e il telefono della cabina 90, quella della signora Gemma, risultò occupato. «La signora sta telefonando, signore.» «A chi?!!» – ruggì il chirurgo con tanta ferocia che il centralinista atterrì. «Po… po… posso ri… provare.» «E riprovi! Glielo devo dire io?» Ci riprovò. Sempre occupato. «Sta ancora parlando, signore.»
«Aaarrrggghhh!» – urlò il chirurgo – «Ritelefonerò tra dieci minuti!» Il centralinista riprovò per conto suo, voleva evitare di rimetterci l’udito per sopravvenuta rottura del timpano.
