
— Anche se Israele verrà distrutto per la vostra imprudenza?
Arnie aprì la bocca per rispondere, ma non uscirono parole. Che cosa c’era da dire? Gev l’aveva accerchiato da ogni parte: la ritirata era impossibile; le difese, distrutte. Che altro poteva fare, se non arrendersi? Gli restava soltanto la convinzione di aver agito bene, guardando al futuro. Una convinzione, però, che aveva il terrore di analizzare meglio, per paura di scoprirla falsa. Il silenzio si faceva sempre più fondo, e un’immensa tristezza avvolse Arnie, che si abbandonò sulla sedia.
— Faccio ciò che devo fare — disse, finalmente, con voce rauca per l’emozione. — Non tornerò. Ho lasciato Israele volontariamente, come volontariamente ci ero andato. Non avete nessun potere su di me, nessuno. Gev…
Il generale si alzò, e guardò la testa china del professore. Le parole salirono lentamente alle labbra, e quando furono pronunciate c’era in esse l’eco di tremila anni di persecuzioni, di morte, di lutti, di una grande, infinita tristezza.
— Voi, un ebreo, potete fare questo?
Non c’era alcuna risposta da dare, e Arnie rimase in silenzio. Ma Gev era tanto soldato da capire quando la sconfitta si profilava inevitabile, anche se non riusciva a scorgerne le cause. Voltò le spalle e non disse nulla. Che altro avrebbe potuto fare, se non voltare le spalle e andarsene? Aprì la porta spingendola con la punta delle dita e non la toccò di nuovo per richiuderla o sbatterla: uscì senza esitazioni, eretto, a passo di marcia. Un uomo che aveva perso una battaglia, ma che non avrebbe mai perso una guerra senza morire.
Ove rientrò e gironzolò per la stanza, riordinando i mucchi di riviste, prendendo un libro solo per rimetterlo subito a posto senza averlo neppure aperto, e si comportò così per alcuni minuti, senza parlare. Quando finalmente parlò, si limitò a dire: — Senti, è una giornata splendida. C’è il sole, e la visibilità è ottima per chilometri e chilometri. Le gonne delle ragazze in bicicletta si gonfiano come palloni. Io ne ho abbastanza di questi spuntini indecenti da latteria e non me la sento di affrontare un altro panino imbottito… andiamo al Langelinie Pavillonen e pranziamo là. Guarderemo passare le navi. Che ne dici?
